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Birgit Vanderbeke

Si può fare

Semplicemente non sono fatti l’una per l’altro: la linguista e logopedista proveniente da una famiglia borghese e Adam Czupek, l’artigiano, che odora «di officina, di legno, di metallo e di lavoro». Ma questo homo faber che rimonta panchine liberty smembrate e resuscita lavatrici e carrozze potrebbe aver ragione. Del resto il suo motto è: «Si può fare», anche se «loro vogliono ridurci all’incapacità ». Così, attraverso vent’anni e più di storia tedesca ed europea, Birgit Vanderbeke ci racconta le vicende di una famiglia che di fronte allo sgretolamento dei valori dopo la caduta del Muro e alla apparente accelerazione economico–politica si costruisce pezzo per pezzo una piccola Utopia, senza moralismi o banalità. Birgit Vanderbeke sceglie l’idillio a esatto contraltare dei meccanismi che regolano le nostre vite di ogni giorno, gioca con la mitologia, i miti, le mode del passato e del presente tra luci e ombre senza soluzione di continuità, in un solo fiato, nel ritmo veloce e accattivante della sua lingua: un libro a elogio della lentezza, della comunità e della capacità pratica, sullo sfondo di una società che preferisce l’individualismo senza confini, che ama consumare freneticamente e pensa il tempo come funzione del denaro.

The novella Das lässt sich ändern describes the formation of an alternative community in provincial Germany, one that is based on a DIY ethic and involves a rejection of intolerance and of consumerism and rejects xenophobia and espouses ‘multiculturalism’, a hot topic in Germany. The novella also celebrates the development of appositional ways of living. So as its title suggests, the work emphasizes the potential for change. Vanderbeke's work implies that while dominant discourses and practices are inane and harmful, that can be changed.

ISBN: 9788861100510 | Pagine: 160
Traduzione: Paola Del Zoppo Prefazione: Maria Vittoria Vittori
Frase Lancio
Una famiglia, un'Utopia, un eco-pensiero.
Frase Lancio
Birgit Vanderbeke

Birgit Vanderbeke è nata nel 1956 a Dehme, allora Repubblica Democratica Tedesca e cresciuta nella Repubblica Federale, in cui la famiglia si trasferì ne...

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“Si può fare” di Birgit Vanderbeke

In un mondo in cui si preferisce buttare ogni oggetto al primo accenno di deterioramento piuttosto che aggiustarlo, Si può fare (Del Vecchio, 2013) ci fa scoprire la bellezza e la semplicità di condurre una vita con la voglia e la gioia di rimboccarsi le maniche e pensare positivamente.

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Si può fare

Un manifesto politico: la definizione di Vittori nell’agile ritratto critico dell’autrice che accompagna il libro pare quanto mai azzeccata. Al centro del breve romanzo si staglia il tedesco Adam Czupek (il cognome rivela un’origine est-europea), un giovane e schietto proletario tedesco, di quelli con le spalle forti, tuta e ganascia, che scarta le parole salmodiate da una sinistra di maniera e si fida solo dei fatti concreti. Il suo credo è modesto ma solido, senza affettazione né trucchi.

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Si può fare: la storia di un uomo e di una donna nella Germania fintamente comunista

Mettiamo il caso che abbiate voglia di leggere, di affezionarvi ad un outsider dalla mente fervida, di sorridere dei preconcetti. Potrebbe fare al caso vostro “Si può fare” (Del Vecchio editore, traduzione di Paola Del Zoppo) di Birgit Vanderbeke, scrittrice tedesca nota per il suo stile brioso, oggi emigrata in Linguadoca.  Il romanzo, in prima persona, racconta una storia amorosa e familiare insieme. Siamo in Germania, tra gli anni Ottanta e i Novanta.
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