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17,00 €
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Tito Pioli

Ho sposato mia nonna

Norma è un’insegnante precaria d’architettura a un passo dalla pensione. Sa parlare al contrario e porta sempre nella borsa una squadra perché ha la mania di prendere le misure del mondo. Tato ha studiato alla scuola d’arte e ora è giornalista free lance per un quotidiano locale, il precariato gli ha fatto venire le aritmie cardiache, “onde del mare nel cuore”, e tiene un blog su internet di notizie impossibili. Quelle che il suo giornale non pubblicherebbe mai: uno scoop sugli ultimi giorni di vita di Garibaldi, o su Mastro Lindo finito all’ospizio, o come le interviste a quelli che in chiesa stanno sempre in fondo, o alle ragazze che fanno provare i profumi per la strada. Sono nonna e nipote, e vivono in una Rebibbia che è surreale, folle e onirica periferia del mondo. Popolata di poeti farmacisti, neri immortali, emarginati, salumieri picassiani, direttori d’orchestra, collezionisti di fumetti che odiano i comunisti, attori precari con la faccia di profeti, fotografi che osservano il mondo dal buco della serratura, imprenditori che vendono occhiali appannati, ex assessori che ridono da soli. Poi arriva la lettera con la quale Norma è esodata. C’è la crisi, e non ci sono nemmeno più i soldi per gli psicofarmaci. Ecco allora nonna e nipote dar fondo alla riserva di idee raccolte nei mercatini dei libri della domenica, prese soprattutto dalle riviste degli anni Trenta. Idee per far soldi, idee da cinema per uscire dalla precarietà e non avere più ansie, né onde nello stomaco. Tito Pioli ci regala un magistrale antiromanzo, che facendo dell’esagerazione iperbolica, del paradosso e del nonsenso i suoi meccanismi narrativi, frammenta e distorce l’esperienza e la percezione, calando il lettore direttamente al centro dell’assurdo. Riesce così a rappresentare ciò che non si può spiegare, ottenendo un “effetto rafforzato di verità”: la follia, l’orrore, l’amore e la bellezza del mondo per come è, dietro il velo dell’incoscienza insonnolita e della normalità alienata. Così come lo vedrebbero tutti se riuscissero ad ascoltare le voci di dentro o le risate di sottofondo, a riconoscere le misure di tutto in un quadro di Pontormo, a scorgere disegni dietro l’intonaco d’un muro d’ospedale, o dietro le maschere i volti. Quello che solo i veri poeti riescono a fare.

ISBN: 9788861101821 | Pagine: 224
Frase Lancio
Tito Pioli è un poeta che scrive e costruisce un romanzo che è una grammatica dell’anima.
Frase Lancio
Tito Pioli

Libraio antiquario che «legge le interviste al contrario, va al mare da solo e festeggia il Capodanno con gente che non conosce», vive nelle colline vicino Parma e svolge att...

Recensioni

I Convenzionali

Ho sposato mia nonna

Tito Pioli scrive con brillantezza e agilità invidiabili un romanzo che si fa beffe anche per costituzione delle convenzioni, e al tempo stesso è una storia che sembra a tutti di conoscere. O poter conoscere. Da non lasciarsi sfuggire.

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Gazzetta di Parma

La fantasia diventò romanzo

L'abilità e la fantasia di Tito Pioli non cedono mai, anzi a tratti si verticalizzano in una serie di paradossi che ricordano tante immagini di Zavattini, l'irrealtà commovente di Campanile e l'ironia sarcastica di Ceronetti. 

Giuditta legge

Misurare il mondo

Sono pagine originalissime che ricordano il miglior Pasolini, il miglior Fellini e sono percorse da una indignazione mai urlata e da tensione morale che non diventa mai moralismo. 
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Gazzetta di Parma

Annon aim otasops oh

Avete presente quelle vecchie scatole di latta piene di bottoni? Modernariato fuori, un mondo di colori dentro. Bottoni piatti, bottoni bombati, bottoni colorati, bottoni in pelle, bottoni a due fori, bottoni a quattro fori, bottoni in madreperla, bottoni in plastica, in ottone. Maracas casalinghe. Cercate una nonna e troverete una scatola così. Oppure, cercate una scatola così e lì vicino ci sarà una nonna. La nonna di Tito Pioli “è” quella scatola: elegante fuori, piena di vita dentro. Ed è così che ha cresciuto suo nipote, posando i bottoni per terra come coriandoli su una strada grigia, scivolosa e per di più in salita.
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Repubblica

Ho sposato mia nonna

È una danza macabra quella in cui Tito Pioli fa ballare i suoi personaggi, un gioco dove tutto, anche la morte, o le violenze o un’idea di giustizia, sembrano regolati da una ruota della fortuna sin dall’inizio della vita, il destino che pesa sulle teste.
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Senzaudio

Ho sposato mia nonna

C’è una certa purezza d’animo nella scrittura di Pioli che ci fa abbassare le difese. Quasi a sentirsi raccontare la storia di un parente o di un vecchio amico. Il fatto è che proprio nel momento in cui siamo rilassati arriva il messaggio: siamo sicuri di aver capito chi sono i pazzi?
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L'indice dei libri del mese

Ho sposato mia nonna

Per fortuna, però, esistono scrittori che, per utilizzare un’espressione di Manganelli a proposito di Gianni Celati, possiedono un’intonazione unica, un linguaggio speciale, “il linguaggio dello smarrimento”, in grado far emergere tutto ciò che è sommerso o non immediatamente visibile ai più, attraverso una scrittura straniante e, insieme, surreale e ironica. Tito Pioli è uno di questi, ed è proprio nelle prime opere di Celati che si intravedono le radici di questo (anti)romanzo che descrive la realtà nella sua crudezza e nella sua bizzarria attraverso gli occhi di due flâneur dei nostri giorni: il giornalista precario Tato, che per il suo blog raccoglie le storie, impossibili e strane, che nessuno vuole raccontare, e l’esodata Norma, che parla al contrario e ha la mania di prendere le misure del mondo con una squadra.
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Zest

Ho sposato mia nonna

Benvenuti nell’apparente mondo surreale di Tito Pioli, poeta e scrittore. Apparente perché il suo romanzo sembrerebbe surreale, cinico; una narrazione che oltrepassa le dimensioni della realtà sensibile, del mondo onirico, interiore e inconscio. Da un certo punto di vista lo fa ma il suo scrivere non si limita a questo, è piuttosto l’espediente con cui restituire un ritratto crudo e sincero dello stato in cui vive l’Italia oggi.
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LeggoVeloce

Ho sposato mia nonna

Questo romanzo di Tito Pioli è uno dei libri più surreali che mi sua capitato di leggere negli ultimi tempi. Attraverso una successione di brevi racconti, nonna e nipote attraversano la storia del costume e della cronaca degli ultimi anni. Onirico e geniale nella scrittura, malinconico e tremendamente realista nei contenuti, questo lavoro pare un viaggio metaforico che accade contemporaneamente dentro e fuori dalla mente del narratore e del lettore. Spiazza per la sua follia, per la sua iperbolica messa in scena di personaggi, i più diversi fra loro. 
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