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Jurij Andruchovyc

I dodici cerchi

Anni Novanta. Karl–Joseph Zumbrunnen, fotografo austriaco di radici galiziane, viaggia attraverso l’Ucraina alla ricerca delle proprie origini, vivendo gli spasmi di una nazione nuova di zecca. L’incongrua miscela di occidentalizzazione brutale e improvvisa e nazionalismo montante, di folklore tradizionale e di memorie e nostalgie asburgiche e sovietiche lo affascinano e lo coinvolgono. Quel caos di transizione, rinascita e strascichi di socialismo reale gli sembra infinitamente più attraente rispetto alla piatta vita in Occidente. Forse anche perché si è innamorato della sua interprete, Roma Voronyc. Zumbrunnen la accompagna in un viaggio mozzafiato attraverso le montagne dei Carpazi fino all’Osteria ”Sulla Luna“, una stazione sovietica di spionaggio trasformata in un moderno complesso alberghiero. È qui che tra cineasti, spogliarelliste, guardie del corpo, furfanti e intellettuali, passato e futuro si incontrano e l’idea di frontiera perde qualunque peso. Il concetto e le astrazioni stesse di spazio, reale, metaforico, simbolico, sono fortemente messe in crisi, soprattutto nell’assunzione di un punto di vista che è tanto immaginario quanto reale e tanto più reale quanto immaginario. Con uno stile incantato e magistrale, Andruchovyc compie un intenso volo notturno geopoetico nel cuore dell’Europa e della nostra identità occidentale.

ISBN: 9788861101661 | Pagine: 368
Traduzione: Lorenzo Pompeo
Frase Lancio
Uno degli scrittori più importanti emersi alla fine del secolo scorso.
El País
Frase Lancio
Jurij Andruchovyc

Jurij Andruchovyc è nato nel 1960, a Ivano–Frankivs’k, Ucraina. È romanziere, poeta, saggista. Considerato autore di culto in tutta l’Europa centrale, è stato...

Recensioni

il Giornale

Un viaggio molto letterario nella storia dell'Ucraina

Un fotografo austriaco, Zumbrunnen, affascinato dall'Ucraina, vi viaggia diverse volte, divenendo l'amante dell'interprete che l'accompagna, Roma, la quale è sposata con un intellettuale, Pepa. Nell'ultimo viaggio in quei territori, si ritrovano tutti invitati nello stesso albergo, antica stazione di spionaggio russa, che diventa un teatro assurdo, nel quale le contraddizioni umane si intrecciano alle contraddizioni di un Paese che ha voluto la sua indipendenza ma che ora vive nel caos. Ma il vero protagonista è la voce dell'autore, che pare aver assorbito l'intera lezione del romanzo europeo, provando a donargli nuova vita.

Alias

La nuova Ucraina in chiave fantastica

"La verità non la puoi nascondere da nessuna parte", avverte continuamente il romanzo, come monito di un passato che non deve tornare, ma è una verità che forse sta soprattutto in questa amara conclusione: "La vita umana in sé è un affare vergognoso".

l'Unità

Nell'Ucraina post-sovietica il treno passa solo una volta e quando fa buio

Il fatto è che alla vecchina dello sportello non tanto tempo fa avevano telefonato per avvertlrla di un ritardo di quasi due ore, dovuto al fatto che tra le stazioni di Cuionia di mezzo e Culonla di sopra sul binario giaceva una mucca (nera come la pece di un apparecchio di ebano, come nella barzelletta su Lenin, e comunque assai lontano dalla corretta dizione tanto da lasciare molti dubbi, se non fosse una zucca o una buca). Tuttavia non fa differenza. l'unica cosa importante è il ritardo di due ore del treno.

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