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Éric Chevillard

Sul soffitto

Un uomo ordinario, abiti grigi, altezza media, tratti comuni. Ma il mondo non è fatto a sua misura, la sua vita è complicata da una strana caratteristica: gira sempre con una sedia rovesciata sulla testa. Deve quindi chinarsi per passare attraverso qualsiasi porta, può guidare soltanto una cabriolet e deve per forza indossare abiti abbottonati sul davanti. Nulla, ma proprio nulla – si lamenta – è stato progettato per rendergli la vita più confortevole. Per avere un mondo a sua misura, c’è una soluzione: trasferirsi sul soffitto. E sul soffitto trascinare gradualmente chi gli è caro e chi si colloca, come lui, in un diverso ordine di percezione della realtà. Per esempio Kolski, che vuole realizzare una scultura fatta del suo stesso odore corporeo, o la signora Stempf, che si rifiuta di dare alla luce i propri figli, perché immagina il parto come uno sfratto forzato per mano di rudi insensibili.
Costretti ad allontanarsi dal loro rifugio di fortuna, in un quartiere abbandonato di Parigi, e dopo essersi trasferiti a casa di Méline, che vive ancora con la sua famiglia “convenzionale”, si renderanno presto conto che la camera da letto della ragazza è troppo piccola per accogliere tutti. Così, i nuovi arrivati decidono di spostarsi sul soffitto. Lì c’è più spazio. Ma anche il soffitto comincia ad assomigliare dopo un po’ al mondo a rovescio; sembra afflitto dalla medesima e fastidiosa convenzionalità…
La prosa sorprendente e irriverente di Chevillard e il suo bizzarro umorismo illuminano la complessità di temi come esclusione, diversità e accoglienza, dando ai lettori la possibilità di vedere le cose da una prospettiva decisamente differente.

On the Ceiling tells the story of a young man who wears a chair upside down on his head. He falls in love with a young woman named Méline, and soon he and his friends move in with her and her family. They are disappointed by the life they find at Méline’s, however, and in search of something better they make the collective decision to move to the ceiling of her house, where they expect to find a more orderly, more rational, and less encumbered existence.
Éric Chevillard’s trademark is inventing characters who have little choice but to dream up the most hopelessly outlandish and breathtakingly brilliant schemes if they are to survive the rigors of their existence. He is fascinated by the imperious need we all feel to make life bearable and by the lengths to which we are willing to go in that pursuit. The characters in On the Ceiling are prepared to go rather further than most of us.

ISBN: 9788861101425 | Pagine: 144
Traduzione: Gianmaria Finardi
Frase Lancio
Un’incredibile favola surreale sull’esclusione e la tolleranza. Dall’erede di Queneau, Ionesco e Jarry.
Frase Lancio
Éric Chevillard

NATO NEL 1964 A LA ROCHE–SUR–YON, è uno dei più interessanti e originali scrittori francesi. Ha ideato il blog letterario L’Autofictif, molto seguito e disc...

Versione Ebook
Recensioni

Corriere della sera

FFF

«La letteratura è un affare serio per un paese. In fin dei conti è il suo volto». Con queste parole di Louis Aragon, l'ambasciatrice di Francia Catherine Colonna ha presentato ieri la sesta edizione del Festival della narrativa !rancese, organizzata dall'ambasciata c dall'!nstitut français d'Italia.

Kultural

Sul soffitto

C’è una letteratura che sfida non solo la consuetudine, ma anche le leggi di gravità. Il suo è un gioco convulso che dà alle storie un pathos capace di sovvertire la logica degli avvenimenti, e una volta messo il piede in quella corrente non si riesce più a tornare indietro. Non se ne ha la voglia, perché il bello delle regole è poterle trasgredire, o almeno provare a dare un tocco personale alle cosiddette priorità stabilite. Capita così un imprevisto, un fatto che suggerisce all’animo mille insoddisfazioni latenti e non una sola via di fuga. E capita che il piano sia quello che meno ci si aspetterebbe: il tetto.
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Poetarum Silva

Sul soffitto

Ci si potrebbe già interrogare, a questo punto, sul genere di partenza del libro. Appartiene alla letteratura fantastica? O è per caso una distopia? O una storia di quelle che sbrigativamente (erroneamente) chiamiamo favole e ancor peggio fiabe, perché non riusciremmo a definire altrimenti la loro sospensione? O è forse un trattatello, un’apologia, un racconto? Il punto è che Chevillard è uno scardinatore di lingua e di genere. Tutto è assunto nel suo universo di riferimento, e dunque tutto è possibile.
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I convenzionali

Sul soffitto

Sono personaggi molto ben caratterizzati dalla prosa elegante e curata quelli che si incontrano e mutano nel corso dell’agile e leggibilissimo romanzo di Chevillard, che hanno scelto la sommità capovolta, nemmeno fossero pipistrelli, come luogo dove cercare equilibrio, senso e risposte ai grandi perché che li condizionano. Sulla vita, la felicità e l’amore, in primis. E a partire da lì le conseguenze sono immediate. Da leggere.
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Satisfiction

Sul soffitto

Chevillard narra di un mondo al di sopra del mondo e dei suoi inediti punti di vista dove un razionalismo assurdo lotta con la parola contro gli effetti della gravità nel tentativo di sfuggire alla pesantezza del mondo.
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La libreria immaginaria

Sul soffitto

L’ironia superba di Chevillard gli permette di esprimere concetti molto complessi, con un linguaggio giocoso che rende il tema del romanzo decisamente più leggero di quanto in realtà sia. La differenza, il diverso, l’eccezionale sono da sempre una fonte di terrore e sospetto per chi, invece, vive di normalità. Chi non sa aprire il cuore e lo spirito al dissimile, avrà per sempre l’animo rinchiuso da quelle sbarre che la mente erige attorno a sé più per paura che per razionalità.
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Internazionale

Sul soffitto

Portare una sedia costantemente sulla testa risponde a un bisogno ben più grande che quello di indossare un cappello. Ci protegge dal mondo e dal rischio dell' anonimato.

TTL - La stampa

Quando il mondo è troppo grigio meglio stare sul soffitto

Utopia del mondo alla rovescia in versione postmoderna, Sul soffitto di Éric Chevillard è una sfida di petto al senso comune e alla facilità del prevedibile.

Senzaudio

Sul soffitto

Il libro è un torrente in piena in cui sono affogato una pagina sì e una pure. Non appena avevo la sensazione di aver ripreso in mano la situazione e con la bussola in mano sembrava che la strada fosse tracciata mi ritrovavo ancora perso e spaesato. E’ una sensazione che mi è famigliare, che ho già provato mentre leggevo “Rayuela” di Cortázar. Ora non voglio dire che i due libri siano paragonabili, ma ho trovato un sottile filo che lega Chevillard a Cortázar, quella voglia  di smontare pezzo a pezzo la realtà e di rimetterla assieme in un’ordine nuovo. Quella giocosità tipica di chi mantiene un animo bambino pur portando la barba.
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Corriere della sera / La lettura

Éric Chevillard

È più fecondo per uno scrittore o un artista introdurre nel reale un'immagine poetica incongrua, piuttosto che sfidare il reale sviluppando un discorso logico o un ragionamento rigoroso. La logica e la ragione ci sono setvite a modellare il nostro rapporto col mondo. Per contestare queste rappresentazioni, ci servono altre strategie.

il manifesto

Un'esistenza goduta alla rovescia

Se Chevillard si diverte sommamente a portare l'assurdo al limite linguistico e concettuale, è proprio la patafisica, «Scienza delle soluzioni immaginarie», a governare il resto. Le sue uniche leggi sono quelle dell'eccezione, dove tutto è fuori misura e dove la rivolta è impossibile solo quando non si riesce a pensare. E a nominare.

Squadernauti

Sul soffitto

Coraggioso manifesto contro l’umana presunzione di istituire continue dicotomie tra giusto e sbagliato, tra normale e anormale, Sul soffitto trae la sua forza dall’assenza di stupore nei confronti di ciò che dovrebbe essere considerato abnorme. Voglio dire che persino le situazioni più strampalate sono restituite con uno stile sì vivacissimo, ma che non indulge mai al barocco né al grottesco né allo sperimentale, insomma a nessun artificio formale che somiglierebbe già a un giudizio, a una distanza critica dalle vicende narrate.
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Critica letteraria

Sul soffitto

Una prosa che ricorda quella del Nouveau Roman, costruita ad hoc per un pubblico attento, sveglio, pronto a cogliere qualsiasi dettaglio (anche la posizione delle virgole, come ci fa ben notare il traduttore Gianmaria Finardi nel suo commento finale). La narrativa dei nouveaux romanciers viene riecheggiata vagamente anche dalla figura del protagonista stesso, anonimo e decostruito. Questo mondo rovesciato, enfatizzato dalla sintassi e dal lessico ricercato, ricorda ancora uno dei più grandi titoli francesi dell’Ottocento,  À Rebours (in italiano Controcorrente). Ciò che è certo, è che l’autore non lascia nulla al caso come si sarebbe portati a pensare inizialmente, al contrario tutto è incastrato in uno schema, tutto ha un posto e uno scopo ben preciso. A partire dalla scelta del titolo, con il quale Chevillard pone l’accento proprio sul soffitto, su quel terreno “neutro e vergine” di rinascita e di libertà.
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il venerdì di repubblica

Scopertine

Sarà l'incubo dei librai perfezionisti - e farà venire il mal di testa agli ortodossi dell'ordine che fanno di pile e file una questione morale. La copertina di Sul soffitto di Éric Chevillard è una meraviglia. È al rovescio: il titolo è capovolto, così come l'immagine della famiglia è a
testa in giù. La manda in libreria Del Vecchio, un piccolo editore che per coraggio (innovare graficamente in editoria è un verbo che spesso desta sospetto) è da annoverare fra i grandi. A disegnarla è Maurizio Ceccato, con una lunga esperienza di progetti grafici e ottimi risultati.

L'indice dei libri del mese

A testa in giù

Un pamphlet? Un romanzo strutturalista? Un puro divertissement? A pensarla a testa in giù la risposta dovrebbe forse essere: che importa? Lasciamo a terra queste preoccupazioni. In fondo, ci viene detto, l’impressione è “molto spesso il presentimento della verità”. Il gusto di dire e contraddirsi vale di per sé come logica di comprensione e mezzo di creazione del mondo, unica via per sopravvivere alla noia, “alla quale sappiamo imporre sempre e solamente il rumore e il movimento”, e alla “forza della pesantezza contro la quale non si può nulla”.

Sul romanzo

Il diverso raccontato da Éric Chevillard

Chevillard parla di diversità utilizzando toni lievi che, tuttavia, non tolgono incisività a quanto narrato. Il linguaggio di Sul soffitto è particolarissimo (nella nota redazionale viene evidenziato che «per non violare il sottile e talora volutamente ambiguo gioco di piani prospettici e narrativi, si è deciso, in deroga alle abituali norme, di mantenere pressoché inalterata l'architettura anche interpuntiva del testo di partenza»), eppure non manca di lucidità nel ritrarre il senso di straniamento dal mondo, l'idea di fuga che si risolve in un ciclico ritorno alla medesima convenzionalità da cui si era fuggiti (dopo un po', anche il nuovo diventa convenzionale).
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Magialibri

Sul soffitto

Entrare nel mondo di Chevillard significa rimanere spiazzati, destabilizzati, perdere punti di riferimento, cambiare continuamente prospettiva. Il protagonista e i suoi amici fuori dalle righe al limite dell’assurdo ci conducono, con continua ironia, in un mondo capovolto e, soprattutto, in un universo destinato a privarsi della fissità: della routine, a ben vedere.
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Cronache letterarie

Sul soffitto

Ci sono libri che ci colpiscono per il loro contenuto, altri che ci trascinano in un altro mondo con il loro stile. Poi ci sono quei libri, rari e preziosi, che ci ricordano che la letteratura dovrebbe riunire entrambi questi aspetti. Sul soffitto, prima opera tradotta in Italia dello scrittore francese Éric Chevillard, appartiene proprio a quest’ultima categoria. È un materiale incandescente, magmatico e ipnotico, affabulatorio e fantastico. Ci svela aspetti della realtà filtrati attraverso una visione assolutamente originale.
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La voce di Mantova

La voce di Chevillard

Un'incredibile favola surreale sull'esclusione e sulla tolleranza, raccontata in prima persona dal bizzarro protagonista, prima impegnato a tenere permanentemente una sedia sul capo, poi letteralmente capace di sistemarsi con un manipolo di squintemati sul soffitto di un appartamento, non senza suscitare lo sconcerto della famiglia borghese che già lo occupava.

Sul soffitto

Gli amanti dei libri

Tutto comincia da una sedia e da un dottore. Un comune esercizio per migliorare la postura si trasforma in una visione del mondo, se non in un sistema filosofico. Da quel momento dell’infanzia in poi, il bizzarro protagonista di Sul soffitto non si è più separato dalla consuetudine costante di portare una sedia rovesciata sulla testa, con tutte le scomodità pratiche che questo comporta, in pubblico e in privato. Evitare gli stipiti, entrare in automobile, rifiutare i cappelli, i pettini…
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Rivistaunaspecie

Sul soffitto

Consigliato a chi vuole esplorare un mondo distopico in cui tutto è sovvertito: questo è Sul Soffitto di Eric Chevillard, pubblicato da Del Vecchio Editore e abilmente tradotto da Gianmaria Finardi. L’opera del francese è un racconto paradossale: il protagonista è un uomo che vive portando una sedia rovesciata sulla testa e che, dopo essersi presentato ai suoi simili alla stregua di un messia, finisce per ritagliarsi, ormai disilluso, uno spazio irraggiungibile dove proseguire la sua esistenza in compagnia di altri esclusi.
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