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Moussa Konaté

Il commissario Habib. Due gialli in Africa

Africa Occidentale, Mali. Nella prima indagine, L’assassino di Banconi, il razionale commissario Habib e il giovane e fedele ispettore Sosso, poliziotti alla Squadra anticrimine di Bamako, mettono a soqquadro il quartiere più povero della capitale, Banconi, per risolvere una misteriosa catena di omicidi, un traffico di banconote false e il principio di una rivolta. I tre casi sono correlati e Habib e Sosso, guidati dall’istinto e da una razionalità costantemente messa in crisi dalla tradizione e dalla superstizione popolare, si muovono in una città pulsante e disperata alla ricerca della verità: c’è poco tempo per portare avanti le indagini prima che il caso sia assegnato alla polizia politica, famosa per la sua spietata crudeltà.
Un omicidio efferato e un cadavere mutilato, quello di Bagayogo Adama, dilaniato da svariate coltellate, sono i primi dettagli della seconda avventura di Habib e Sosso, L’onore dei Kéita. Le indagini seguono il corso del fiume Niger abbandonando la città di Bamako per giungere fino a Nagadji, il villaggio di origine della vittima, in fermento per la festa del Grande Antenato e dominato dall’antica stirpe dei Kéita. L’intrico familiare è fitto e complesso, l’onore della famiglia è in pericolo, e le morti cominciano a moltiplicarsi.
Tra descrizioni del folklore locale, delle credenze e dei riti magici, Konaté ci guida all’interno di tradizioni e di leggi non scritte, mentre la trama si apre a molteplici possibilità abbracciando l’intera cultura di un popolo alla svolta di un tempo che cambia, sospeso tra tradizione e progresso.

ISBN: 9788861101494 | Pagine: 336
Traduzione: Ondina Granato
Frase Lancio
L’ennesima prova di quanto il genere sia ben lungi dall’essere una gabbia. È piuttosto uno strumento. Saperlo usare sta nel talento dell’autore.
Frase Lancio
Moussa Konaté

Moussa Konaté, ha insegnato alla École Normale Supérieure di Bamako, è il direttore della Association Étonnants Voyageurs Afrique (A...

Recensioni

The blog around the corner

Il commissario Habib

Due romanzi meravigliosi riuniti in un agile economico tascabile Il commissario Habib del grande maliano Moussa Konaté, scomparso nel 2013 poco più che 70enne (dopo anni di autorevole insegnamento), in terza sui due poliziotti.
Ne consiglio caldamente la lettura. Si capisce dell’Africa e della nostra specie.
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I convenzionali

Il commissario Habib

Un investigatore di razza Habib, un uomo razionale e al tempo stesso istintivo, che si scontra quotidianamente con un mondo imbevuto di tradizioni popolari, folklore, credenze, riti magici, miseria, orrore e abominevole crudeltà, come quella della polizia politica, rinomata, se così si può dire, per i suoi metodi: nelle due avventure – L’assassino di Banconi e L’onore dei Kéita – la prosa bellissima di Moussa Konaté descrive un caleidoscopio di immagini e colori e una messe di personaggi e situazioni molto ben caratterizzate. Ottimo ritmo e intreccio solido per due gialli che non mancheranno di avvincere i loro lettori.
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Pagina tre

Il commissario Habib

I suoi gialli sono tutt’altro che classici, e muovono dalla cultura, dalle tradizioni, dal linguaggio simbolico dei luoghi ancor prima che dagli indizi e dalle testimonianze: è sul piano di quella critica alla società – in funzione rigenerativa, non meramente distruttiva – che l’autore esprime il meglio di sé. Sullo sfondo, l’amore per il Mali, terra dai mille colori e profumi ma anche dalle mille storture e sofferenze, venato dall’Islam e dall’animismo, dalla magia rossa, da una cronica carenza di istruzione che rende difficile la comunicazione tra persone, ambienti, modi diversi di intendere la vita. Una scrittura originale, per una lettura molto diversa dal solito, con due indagini in mezzo al karitè, alle noci di cola e… ai coccodrilli.
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Corriere delle migrazioni

Il commissario Habib

C’è chi lo ha definito il Maigret d’Africa e, in effetti, il commissario Habib, creato dalla fantasia dello scrittore maliano Moussa Konaté (Kita 1951 – Limoges 2013), con il suo acume e la sua capacità di vedere oltre, potrebbe tenere perfettamente testa alla “creatura” di Georges Simenon.
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La Lettura

Il raziocinante commissario Habib

Pubblicato in Francia da Gallimard. il maliano Moussa Konaté. scomparso nel 2013, scriveva con quella fiducia nel potere rigenerativo della letteratura che nelle nostre contrade, piene di
reduci convertiti all'enogastronomia, suscita ormai risolini di commiserazione.

Thrillercafè

Il commissario Habib

Dove molti altri autori cercano l’impatto attraverso la rabbia e l’azione, Moussa Konaté agisce con eleganza e ironia, convinto che non esista male e bene ma solo le azioni delle persone e i loro motivi.
Difficilmente giudicante, siamo di fronte a un autore in possesso di stile e lessico ben superiori alla media, un uomo che in molti tratti della sua opera, attraverso il personaggio del commissario, sembra volerci suggerire che non è sufficiente la polizia a combattere il crimine: serve un importante cambiamento sociale verso un’attitudine più amorevole, compassionevole e spirituale, cambiamento che di anno in anno sembra sempre meno possibile, nel Mali come altrove.
Siamo di fronte a due grandi romanzi.
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Internazionale

Il commissario Habib

Le indagini dell'astuto commissario di Bamako ci conducono dai quartieri poveri della capitale maliana a un villaggio sul Niger, dove sopravvivono antiche tradizioni.

Mangialibri

Il commissario Habib

I suoi gialli sono tutt’altro che classici, e muovono dalla cultura, dalle tradizioni, dal linguaggio simbolico dei luoghi ancor prima che dagli indizi e dalle testimonianze: è sul piano di quella critica alla società - in funzione rigenerativa, non meramente distruttiva - che l’autore esprime il meglio di sé.
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IYEZINE

Il commissario Habib

Vi è infatti una chiara ed evidente opposizione sia fisica, per cui tutta reale, sia mistica e quindi più sfuggente, tra ciò di cui facciamo diretta esperienza e ciò che la nostra scarsa curiosità, il poco tempo e le difficoltà della vita ci impediscono di percepire: tradizioni e culture con cui facciamo fatica ad approcciarci, che crediamo essere lontanissime da noi, mentre in realtà vivono a pochi passi di distanza.
Il commissario Habib. Due gialli in Africa è un romanzo che testimonia il fermento culturale e la qualità della letteratura africana.
La spettacolare delicatezza di Moussa Konaté ci permette di vivere una scrittura maggiormente legata alla terra, alle origini e a tutti i sentimenti che ci legano alle nostre radici. In questo, Konaté batte tutti.
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il Garantista

Il mondo in continua metamorfosi

Il contesto quasi etnografico non è la mera cornice folkloristica di un intrigo destinato ad un dipanarsi lineare tra le pagine. Dimostrando così che il genere narrativo non è un limite imposto agli eventi possibili, ma una prospettiva da cui guardare aspetti della complessità della storia degli uomini e delle società.

il Mattino

Così un Paese è scivolato nella barbarie

Si chiamava Moussa Konaté, ma non aveva niente a che vedere con il Moussa Konaté che ha giocato nel Genoa. Il Konaté di cui parlo era un uomo dall'aspetto fragile, ad onta della sua statura imponente, uno scrittore che parlava con un filo di voce quando raccontava le trame dei suoi romanzi, ma che si accendeva quando discuteva del suo Mali e soprattutto del pericolo Jihadista che sembrava essere dimenticato da tutti.

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