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Roberto Saporito

Come un film francese

Cosa ci fanno e come ci sono finiti uno scrittore in crisi creativa, paranoico e leggermente sociopatico, e una diciassettenne problematica e fuori controllo, in un pomeriggio estivo a Père–Lachaise, davanti alla tomba di Marcel Proust? Lei in cerca di una libertà indefinita e disperata, lui, con cinque romanzi, molti premi e pochi soldi all’attivo, finito a insegnare scrittura creativa all’università.
Un incontro, una storia come un film in tre tempi, spiazzante, impietoso e insieme ironico e tagliente; un romanzo in cui il sogno e la finzione letteraria si intrecciano e si sostituiscono al reale, a restituire
la sottile atmosfera di decadenza di un ambiente culturale e lo sfaldamento non solo di una classe privilegiata, ma di un clima sociale che crolla su cliché, luoghi comuni e idiosincrasie. Si legge d’un fiato,
annuendo compiaciuti con il professore durante le sue lezioni ai giovani rampolli della società bene, osservando con tenerezza Lea, storcendo il naso di fronte alla teoria di macchine e abiti costosissimi o alle riunioni di redazione d’una casa editrice, riconoscendo negli ambienti la polvere sottile di un’epoca in discesa rapida verso l’assuefazione a tutto.

ISBN: 9788861101364 | Pagine: 144
Frase Lancio
Uno scrittore fallito. Una ragazzina. La tomba di Morrison.
Frase Lancio
Roberto Saporito

ROBERTO SAPORITO È NATO AD ALBA NEL 1962. DOPO GLI studi di giornalismo ha collaborato con alcune riviste e giornali, occupandosi di arte contemporanea, per poi dirigere una galleria d&rsquo...

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Recensioni

Kultural

Come un film francese

Tre tempi, tre emisferi: lui, lei, loro. Ognuno con il suo punto di vista, senza fronzoli o indugi. Descrizioni nitide e precise. Saporito usa l’ironia in modo impeccabile nel raccontare le ragioni di tutti senza innamorarsi dei propri personaggi, non concedendo loro il lusso della compassione.
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Senzaudio

Come un film francese

Presa da sola, ogni scena è un racconto perfetto. Anche letto così il libro ha il suo valore e la lettura è piacevole e coinvolgente. Poi però, fate due passi indietro, ricordate, due passi appena, mettete tutto in prospettiva e il quadro complessivo si delinea. Vite apparentemente distanti si influenzano, le persone si ibridano, si cambiano.
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L'Arena

Tresche fatali con finale noir

ll romanzo è popolato di personaggi, con loro precipue caratteristiche (veristiche le descrizioni femminili), ma le due figure principali sono il Professore - insegnante di sciittura creativa, un tempo scrittore, ora in astinenza di ispirazione, introverso e abbastanza paranoico, molto ambito dalle allieve, non solo per la sua enciclopedica cultura letteraria - e Lea, diciassettenne dai fulvi capelli, piena di problemi e di contorsioni psichiche.

 

Il Paradiso degli Orchi

Come un film francese

Lui, come dicono anche le note di copertina, ha fatto di tutto (ma onestamente mi chiedo come faccia  a campare… ma non è detto che non glielo chieda) e ha anche scritto dei romanzi, o racconti, che nel peggiore dei casi non sono rimasti inutili… figuriamoci nel migliore.
Ma è uno che fa anche incazzare e straborda di suo.
Un libro come Come un film francese (doppia ripetizione, ma non è colpa mia) non ce lo aspettavamo proprio. Almeno, io non me lo aspettavo proprio. Cosa vuol significare?
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Corriere di Alba

Come un film francese

In Come un film francese ritroviamo ancora una volta un mondo in difetto di comunicabilità, disponibilità, certezze assolute. E tocca al personaggio dello scrittore "costretto" per denaro a insegnare una materia che è «fermamente convinto non si possa insegnare», di sperimentare, in quello stesso mondo, la più pericolosa delle fragilità-quella della letteratura e della lettura appassionata che la dovrebbe sostenere. La sua dichiarata tendenza alla sociopatia («la verità è che io non sopportopiù la gente») non è arglnabile con l'aiuto dei libri oppure è «la gente» che non riconosce più il libro, come uno strumento, prima che di erudizione, di educazione sentimentale?

Satisfiction

Come un film francese

Con una scrittura essenziale, elegante e mai compiaciuta, Saporito nel suo romanzo intreccia, con straordinaria abilità di narratore, la parte letteraria con un’intrigante e avvincente storia dalle sfumature noir. A questo punto, il libro potremo leggerlo come se stessimo guardando un raffinato film francese.
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Mangialibri

Come un film francese

Noia, sesso, soldi, droga. Roberto Saporito racconta la decadenza della sua personale “grande bellezza” in tre atti. Quella del mondo letterario e (pseudo)culturale, già preso di mira nel precedente romanzo. Quella esistenziale di una generazione di privilegiati - solo in fatto di conto in banca -, in un mondo viceversa in bancarotta, e quello di un’intera società senza più aria, incapace di riempire i propri cancerogeni vuoti se non attraverso un melodrammatico lusso sfrenato o ad un acceleratore pigiato perennemente a tavoletta che in qualche modo tappi le falle e azzeri le coscienze.
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La poesia e lo spirito

Come un film francese

Due esistenze lontanissime che impattano con il proprio corpo. Il corpo, il nostro ultimo medium con il mondo esterno. Senza il corpo la realtà vera sparirebbe.
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Kultural

Intervista a Roberto Saporito

La fuga è uno dei miei temi ricorrenti, fughe reali, nelle spazio, ma anche fughe da fermi, da se stessi. La fuga sposta di lato i problemi, chiede una pausa dal peso di vivere, mitiga le responsabilità (specialmente quelle che non ti sei scelto, ma che ti sei ritrovato a dover vivere): è una sorta di scelta relativa, al limite della non-scelta, una sorta di vacanza dalle responsabilità, e che per qualcuno può perfino diventare una vacanza permanente, un girare a vuoto per non dover girare come vogliono gli altri, un viaggiare paralleli, alla giusta distanza, dai binari prestabiliti da qualcuno che non sei tu.
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Liberidiscrivere

Come un film francese

Come un film francese, riflettevo una volta letta l’ultima pagina e chiedendomi il perché del gesto estremo in essa contenuto, è come un esorcismo laico e consapevole, una sorta di freudiano processo di liberazione, come quando si brucia in piazza il simulacro di Guy Fawkes.
Per un testo così breve, diciamo, tanta carne al fuoco, per restare in metafora. Buona lettura!
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Idea

Tutte le ossessioni di Roberto Saporito

I miei protagonisti sono personaggi esistenzialmente incompetenti e confusi, non preparati a vivere, assolutamente inadeguati e perplessi, appunto, nei confronti delle certezze degli altri, quelli che sembrano integrarsi perfettamente in questa società.

Gazzetta di Torino

"Come un film francese", realismo spietato

Come un film francese è un romanzo asciutto, veloce e tagliente. Contiene la descrizione nitida della nostra società effimera e bugiarda; la generazione di sempre giovani un po’ scollati dalle responsabilità e quella dei giovani disillusi, cinici e spietati ma lucidi in ogni caso più degli adulti.
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Piego di Libri

Come un film francese

Consiglio questo libro a chi è stufo di imbattersi in storie d’amore infarcite di cliché. Lo stile minimal di Roberto Saporito, insieme al suo occhio attento ai dettagli, mette in risalto l’ironia e la tragi-comicità di uno di quei romanzi che non pretende di impartire ai lettori alcuna lezione di vita. Proprio per questo ha molto da insegnare.
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Gli amanti dei libri

Come un film francese

Il libro di Saporito si legge tutto d’un fiato. Fa sorridere e fa meditare. Il contrasto tra il professore che ride di se stesso e della sua condizione e l’adolescente che osserva anonimamente il mondo, è la cosa che più rimane impressa di quest’opera. Tutto intorno c’è la bravura di Saporito, coraggioso testimone della letteratura italiana, che come un trovatore racconta della morte di un’epoca. Lo fa con ironia come solo i grandi sanno fare.
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Sul Romanzo

Come un film francese

L’ultimo romanzo dello scrittore piemontese Roberto Saporito, Come un film francese, edito da Del Vecchio, è un gioco di atmosfere che cambiano a ritmo vertiginoso. A ben guardare non è proprio tutto come un film francese, anche se c’è una protagonista un po’ Jeanne Moreau e sposa in nero e quei primi piani letterari insistenti, così ravvicinati da sembrare pressoché immobili, quasi fossero stati catturati davvero dalla macchina da presa di Truffaut. Tra le pagine c’è ancora un lieve accento americano in sella a una Harley-Davidson, traccia di quel mondo on the road caro all’autore, anche se adesso le ragazze cattive fuggono in Maggiolino attraverso l’Europa e le camicie di Prada abbinate alle Dr Martens prendono il posto di frange e camperos.
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Libriedintorniblog

Come un film francese

Divertissement spigliato o romanzo di critica sociale?
Domanda che sorge spontanea dopo aver letto il bel libro di Roberto Saporito “ Come un film francese “, edito da Del Vecchio.
Il protagonista è uno scrittore fallito, rassegnato ormai alla nuova dimensione disimpegnata di docente di scrittura creativa che gli permette, grazie al suo fascino acquisito, di portarsi a letto le bellissime quanto ricche studentesse del suo corso.
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Youbookers

Letture per l'estate

La scrittura leggera con cui Roberto racconta una storia intensa ed imprevedibile è l’ideale per rilassarvi la mente e il corpo, in attesa di un finale che farà sì che torniate indietro a leggere, per paura di esservi sbagliati.
Richiami olfattivi: l’odore dell’asfalto che guida i passi alla scoperta di nuove meraviglie.
Richiami fotografici: le tante foto ricordo da mostrare ai parenti quando inizierà l’autunno.
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Nazione Indiana

Come un film francese

Tra lazzi e disincantate malinconie Roberto Saporito ci fa conoscere un personaggio divertente, cinico e innamorato a un tempo, di quella disperazione leggera che si respira nei film francesi di una volta.
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La città

Quando la star (decaduta) sale in cattedra

Non si prendano perciò alla leggera le sue pagine. La buona scrinura e la scorrevolezza possono trarre in inganno. Saporito gioca sulla superfide perché la utilizza come diversivo. E non perché dietro le sue parole si nascondano verità rivelate o miniere di complessità, ma perché hanno un doppio fondo. uno spazio nascosto. Quello dove il nostro contrabbanda il meglio delle sue storie, e con una tale perizia dissimulatoria da non lasciar nemmeno sospettare di essere un così accanito occultatore di discorsi.

Un libro in tasca

Un blues decadente

Come un film francese di Roberto Saporito è una storia di piccole glorie e profonde insoddisfazioni, che si susseguono a ritmo di musica secondo un’attenta colonna sonora enunciata tra le righe. Un blues decadente nel quale il protagonista, scrittore in crisi d’ispirazione e famoso docente di scrittura creativa, ha un debole per le ragazze di cui potrebbe esser padre, fuma Gauloises e non ha alcun interesse per l’abbigliamento, pur conoscendone i ‘dettagli intimi’ più precisi.
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Zona di disagio

Come un film francese

Come un film francese è un romanzo sugli scrittori e sulla letteratura. Roberto Saporito è l’unico scrittore italiano capace di scriverne come solo sanno fare alcuni grandi scrittori americani che lo stesso autore afferma di amare.  Don De Lillo, Philip Roth,  Bret Easton Ellis, giusto per citarne alcuni.
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Convenzionali

Come un film francese

Ormai siamo abituati a tutto. Siamo avvezzi alla decadenza, ma non la percepiamo nemmeno più come tale. Rassegnati, non sappiamo né vogliamo vederla, riconoscerla. Eppure il mondo sembra una bolla: ci siamo assuefatti al brutto, lo consideriamo normale, inevitabile, quasi un male necessario. La società si è raggrinzita su di sé come una foglia morta, accartocciata, schiacciata dal peso dei luoghi comuni. Per evadere non resta che andare al camposanto. Non come ospite però, almeno non per il momento, ma come visitatore. È lì che si incontrano uno scrittore abbastanza acuto ma male in arnese, nonché diversamente sano di mente, e una diciassettenne fuori controllo. E davvero il romanzo di Saporito sembra un film francese: uno di quelli belli però, un gioco equilibratissimo di atmosfere, forte e delicato insieme, avvincente e lirico.
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HotMag

Come un film francese

E, benché il romanzo sfori appena le 130 pagine, dentro c’è tutto Roberto Saporito, con il suo stile, i suoi snodi e le sue tematiche; con i suoi oggetti di culto, i suoi tic e le sue manie, elegantemente trasformate in marchi di fabbrica; tutto: dai tentativi di fuga al senso di frustrazione di chi resta (o di chi non è ancora partito); dalla scrittura come unica alternativa eticamente ed esteticamente accettabile (anche se, qui, non più praticabile) alla vita “normale”, borghese, al rapporto di amore-odio con il lusso; dal ricorso alla musica per caratterizzare situazioni e personaggi, alle citazioni in apertura, e così via fino agli elementi feticcio quali il Maggiolino VW e l’immancabile “puntatina” (se così si può dire, in questo caso) a Parigi. Tutto questo in un testo velocissimo, essenziale, ulteriormente movimentato da rapide (e spesso inattese) impennate, e impreziosito da molti consigli di  lettura (anzi, qui veri e propri inviti alla lettura) trasmessi per bocca di uno dei protagonisti.
E il romanzo, come di consueto, funziona alla meraviglia.
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D

Roberto Saporito e il dilemma della scrittura

Con una scrittura essenziale, elegante e mai compiaciuta, Saporito nel suo romanzo intreccia, con straordinaria abilità di narratore, la parte letteraria con un’intrigante e avvincente storia dalle sfumature noir. A questo punto, il libro potremo leggerlo come se  stessimo  guardando un raffinato film francese.
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