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Gianni Agostinelli

Perché non sono un sasso

Lasciata la facoltà di filosofia, Matteo Gemmi, con poca convinzione e nessuna ambizione, cerca lavoro: vende prima abbonamenti alla tv satellitare, poi assicurazioni sulla vita porta a porta. Infine opta per dei corsi di formazione con scarsi risultati e nessuna conseguenza. Ma è proprio durante i due periodi di prova, un po' per invidia, un po' per capire come "recuperare lo svantaggio", che comincia a " curiosare nei microcosmi altrui", soprattutto quelli delle persone "normali", con un posto fisso, un mutuo, una famiglia e le vacanze da organizzare. La curiosità diventerà presto la sua occupazione principale: Matteo decide di passare la vita a pedinare le persone, con regolarità, annotando eventi e impressioni. Ed è durante uno dei suoi pedinamenti che incontra l'anziano signor Alunni, in un bar, che lo guiderà in esperienze ai limiti del parossismo, e forse anche verso una svolta decisiva. Sullo sfondo, un mondo fatto di luoghi comuni, (come quelli sugli immigrati: «Che i sudamericani secondo le regole del pensiero comune sono privilegiati rispetto agli altri stranieri perché meno pericolosi e più creativi. L'unico neo è che delle volte gli prende la saudade e allora sono tristi»). La narrazione penetra in un mondo di disparità e ipocrisie sociali, evidenzia mediocrità e volgarità, ridicolizza il mondo della televisione. Afflitti dall'incapacità di costruire rapporti, dal precariato che non è solo lavorativo ma esistenziale, legato a doppio filo alla ricerca ossessi va del posto fisso, di una felice stabilità che è mito e narrazione di un'Italia che fu, leggiamo di competizione e odio insensati, conformismo e disperato bisogno d'appartenenza. Tutto raccontato senza mai una punta di patetismo, ma con la lente del distacco e dell'ironia.

ISBN: 9788861101319 | Pagine: 184
Frase Lancio
Finalista alla XXVII edizione del Premio Calvino
Frase Lancio
Gianni Agostinelli

Gianni Agostinelli, giornalista, è nato nel 1978 a Panicale, in provincia di Perugia, dove ha lavorato come libraio per diversi anni.
Ha scritto racconti per alcune riviste che sono div...

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Recensioni

Cronache del garantista

Non ci resta che ivere le vite degli altri

In assenza di un lavoro vero («Sono diventato metodico negli orari, come dovessi timbrare il cartellino»), l'osservazione degli altri è l'occupazione principale, metodica, scientifica, del protagonista ed io narrante: è organizzata e scandisce il tempo, anzi, è il tempo delle vite degli altri che scandisce il tempo del protagonista, che di tempo ne ha fin troppo. Quasi un'etnografia delle vite degli altri.

ADNKronos

Perché non sono un sasso

Gianni Agostinelli racconta il suo romanzo d'esordio Perché non sono un sasso, finalita alla XXVII edizione del Premio Italo Calvino.
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Senzaudio

Perché non sono un sasso

Matteo Gemmi non esiste. E’ un personaggio di finzione, vive in un libro, dunque non esiste come posso esistere io o voi. Non serve nemmeno andare a leggere la classica frase che si mette all’inizio dei libri per pararsi il culo da cause varie e avvocati arrembanti. Matteo Gemmi è nella testa di Gianni Agostinelli.
Eppure io Matteo Gemmi so chi è, so dove abita. Lo conosco.
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Corriere dell'Umbria

L'ironia di Gianni Agostinelli vale la finale del Premio Calvino

Piccola, romana, indipendente, di qualità. Il bello è che aveva già
messo gli occhi su di lui prima del Calvino. [...] Quanto al romanzo, è notevole. Fa ridere. E fa anche pensare.

Convenzionali

Perché non sono un sasso

È un gran bel libro, che parla con distacco, levità mai superficiale e  felice ironia di precariato, anche, se non soprattutto, esistenziale, di assenza di lavoro, vagheggiamento del passato e luoghi comuni da sfatare. È descritta in modo mirabile l’impossibilità di appagare anche i desideri più piccoli che spesso attanaglia molte persone in questi tempi complessi, e il protagonista – figura riuscitissima e intelligentemente ritratta – si ritrova a osservare la gente, a seguirla, per cercare di capire e carpire il segreto della normalità. Quale che sia. Se esiste.
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Satisfiction

Perché non sono un sasso

Con distacco e ironia Agostinelli costruisce una trama immanente per raccontare attraverso gli occhi del suo protagonista l’assurdo e l’insoddisfazione con cui ogni giorno siamo costretti a fare i conti.
Matteo con la sua esperienza di voyeur dà conto di tutti le mutilazioni che la quotidiana vita ordinaria ci serve come un indigesto piatto freddo.
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Mangialibri

Perché non sono un sasso

Un romanzo divertente, veloce, dal linguaggio disinvolto e spigliato, totalmente inserito nell’Italia di oggi, con i suoi mille paradossi e/o punti fermi. Matteo è un italiano estraneo al luogo comune e al posto fisso, che annota quello che gli capita intorno con acume, senza dimenticare una giusta dose di autoironia (ammettendo tra le altre cose, ad esempio, di aver messo la kefiah principalmente per mascherare la propria forfora).
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L'Indice

Vuoto di sé

Di individui pieni di sé se ne incontrano tanti, fin troppi, in una società esibizionistica e narcisista come la nostra, ma il protagonista del romanzo del giornalista e libraio Gianni Agostinelli, finalista all’edizione 2014 del Premio Calvino, costituisce una luminosa eccezione, in quanto legittimamente definibile “vuoto di sé”.

il Messaggero

Perché Agostinelli non è un sasso

Mai patetico o pesante, perché Agostinelli eleva un rnondo difficile (e di tutti) con la grazia dell'ironia e del paradossale. Da leggere tutto d'un fiato.

Piego di Libri

Perché non sono un sasso

Gianni Agostinelli ha quel particolare sguardo. Tipico di alcuni emiliani, dei narratori di pianura, dal precursore Tondelli a Celati e poi i vari Cavazzoni e Nori e compagnia bella. E una voce personale molto caratterizzata, interessante ed empatica.
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Gli stati generali

Oblomov in stile slapstick

Perché non sono un sasso rivela un narratore istintivo e sicuro, capace di raccontare con disincanto, ma non con cinismo l’eterno precariato rivelandone, ma soprattutto rivendicandone anche i pertugi romantici e perche? no sentimentali. Libero da ogni noioso narcisismo il libro racconta di una generazione trovandone miracolosamente le parole giuste.
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Poetarum Silva

Una frase lunga un libro

La prosa di Agostinelli vive di accelerazioni che non lasciano scampo, colpisce ma non è cinica, trova un modo efficace di raccontare questo tempo, per una volta fuori dalle grandi metropoli, e fa pensare a una cosa che è ovvia, ma non immediata: il famoso crollo dell’Occidente, dell’uomo, l’aumento delle sue paure, non esisterebbe se non si guardasse anche ai posti dove, apparentemente, le cose non accadono. Non grattacieli, ma villette. Non Suv, ma utilitarie. Non tangenziali, ma provinciali. Non aperitivi, ma centri commerciali. Nessun magazine, ma quotidiani locali. Molti vecchi, birre e autolavaggi.
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TTL

Non solo rottamazioni e badanti

Non solo rottamazioni e badanti. I giovani Holden di oggi sono i vecchietti. Si innamorano, sfidano se stessi e le regole. La terza età è sempre più protagonista di romanzi e film.

Flanerì

Perché non sono un sasso

La nostra noia, la nostra inquietudine dipendono da noi, non dal tempo in cui si vive. Sta a noi raddrizzare le storture della nostra esistenza. Ma questo è un sogno ingenuo, sempre destinato ad arenarsi contro le secche del quotidiano, sempre destinato a grandi delusioni.
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