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Philippe Forest

Il gatto di Schrödinger

Il paradosso del gatto di Schrödinger: una metafora della condizione umana, focalizzata sulla intricata e dolorosa questione della perdita di una persona amata. Il gatto, contemporaneamente vivo e morto, è anche allo stesso tempo qui e altrove, e su questa effettiva condizione di possibilità Forest innesta, come negli altri suoi
romanzi, una dimensione autobiografica, che è radice di più ampie elaborazioni sulla realtà dell’immaginabile. La meditazione sul desiderio e sul lutto è riflessione sull’umanità più comune, sulle paure e le gioie più basilari. La riflessione sfiora il racconto filosofico per scegliere di farsi creazione, e rapisce il lettore che si trova, al di fuori del tempo e dello spazio, a rilevare nuovi confini di sé e del mondo. Ci riconosciamo così in grado di dare un senso al nulla da cui solo apparentemente ci sentiamo circondati. Intuiamo la compiutezza delle cose, in una specie di favola in cui vediamo le vite che potremmo vivere, le esistenze di cui potremmo esser parte e gli universi in cui potremmo abitare. E che forse abitiamo.

Schrödinger's cat, which gives its title to this novel by Philippe Forest, is a thought experiment - a picture, a fable, whose objective is to illustrate, metaphorically, a scientific theory too abstract to be pictured by human mind: a cat is locked in a box with an atom in an unstable state. If the atom decays, an evaporation device triggers a poison that will kill the cat. In fact, as we have not opened the box, the cat can be considered dead and alive at the same time. Philippe Forest uses this experience as the starting point of his novel. In the night, the narrator sees a cat that will spend a year with him before disappearing. This cat, both dead and alive, allows him to start thinking about the relationship of man with reality but also - and especially - with everything that could have occurred if our choices were different. A poetic journey in all parallel lives we could live, in order to conjure childhood, destiny, memory, desire or grief.

ISBN: 9788861101081 | Pagine: 320
Traduzione: Gabriella Bosco
Frase Lancio
Il nuovo romanzo di Forest è sconcertante. Un gatto che conduce ai più fondamentali interrogativi.
Frase Lancio
Philippe Forest

HA INSEGNATO PER SETTE ANNI letteratura francese in diverse università inglesi, e letterature comparate all’Università di Nantes. È critico letterario, cinematografico e ...

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Recensioni

Alias

Essere o non essere, nella piega del reale

Non ci vuote molto, dunque, per capire che la vera piega di questo romanzo (che s'apre ironicamente con la dedica «Agli scienziati, con tutte le mie scuse») si trova non tanto nella berlina cui l'io-narrante pone gli assunti indimostrabile della scienza quanto, piuttosto - come per l'interesse che ne sposta l'attenzione verso i grandi sistemi filosofici della storia del pensiero - nell'origine che li ha partoriti, in quel bisogno primigenio di trovare un grumo di senso attorno al quale far gravitare ogni esperienza, ogni fatto, ogni manifestazione naturale.

la Repubblica

Se è un gatto zen a orientare una vita senza capo né coda

L’abilità dello scrittore francese consiste nel tenere il racconto perennemente in bilico tra il massimo raziocinio e la follia. E lo fa attraversando di continuo l’una e l’altra dimensione, un po’ come l’Alice di Lewis Carroll quando segue le indicazioni del gatto del Cheshire.

Il Giornale

Il miglior romanzo è figlio di un paradosso della fisica

Insomma, se anche voi non ne potete più di prediche impegnate, di lagne femministe, operaiste, di pappardelle sempre generazionali all’ombra del proprio campanile, di speculazioni sulla crisi economica peggiori delle vecchie speculazioni edilizie, correte a prendere l’ultimo libro di PhilippeForest.

La Stampa

I tempi degli animali

Si rischia l'estinzione delle api italiane (Apis Mellifera Ligustica
Spinola), in questo momento sospese tra la vita e la morte come "Il gatto di Schrödinger", bel romanzo di Philippe Forest tradotto da Gabriella Bosco (Del Vecchio Editore) che, interrogando i paradossi della meccanica quantistica, diventa metafora della condizione umana.

C'è vita su Marte

Il gatto di Schrödinger e l'efficacia della scrittura poetica

Forest, in passato lei ha dichiarato che è impossibile dire la verità quando si scrive, sebbene nella sua produzione letteraria ci sia sempre una componente autobiografica. Come può spiegare questo apparente dualismo?
Io credo alla verità. Penso che la letteratura ha lo scopo di esprimere la verità. Semplicemente: essa non può esprimere la verità se non sotto forma di fiction. Tale è la stravaganza con cui tutti gli scrittori si ritrovano a confrontarsi. Tutti i miei libri sono, in effetti, autobiografici ma sono tutti dei romanzi. Raccontare la propria vita e trasformarla in un romanzo. Alla fine la vita dimostra che è essa stessa un romanzo.
Clicca qui per leggere tutta l'intervista.

Forest, in passato lei ha dichiarato che è impossibile dire la verità quando si scrive, sebbene nella sua produzione letteraria ci sia sempre una componente autobiografica. Come può spiegare questo apparente dualismo?
Forest, dans le passé Vous avez declaré qu’il est impossible de dire la vérité quand on écrit”, cependant dans votre production littéraire il y a toujours une composante autobiographique. Comment pourriez -Vous expliquer ce dualisme apparent ?

Io credo alla verità. Penso che la letteratura ha lo scopo di esprimere la verità. Semplicemente: essa non può esprimere la verità se non sotto forma di fiction. Tale è la stravaganza con cui tutti gli scrittori si ritrovano a confrontarsi. Tutti i miei libri sono, in effetti, autobiografici ma sono tutti dei romanzi. Raccontare la propria vita e trasformarla in un romanzo. Alla fine la vita dimostra che è essa stessa un romanzo.
Je crois à la vérité. Je pense que la littérature a pour but d’exprimer la vérité. Simplement: elle ne peut exprimer la vérité que sous la forme de la fiction. Tel est le paradoxe auquel tous les écrivains se trouvent confrontés. Tous mes livres sont en effet autobiographiques mais ce sont tous des romans. Raconter sa vie, c’est la transformer en un roman. Et cela revient à montrer que toute vie est un roman.

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Corriere della Sera - La lettura

Portate la fisica nella narrativa. E viceversa

Il cortocircuito con l'esperimento si crea nella mente di Forest, il giorno in cui un gatto entra anche nella vita dello scrittore. Accade d'un tratto, durante un breve soggiorno di riposo nella casa al mare. E un gatto che sembra sbucare dal nulla, come partorito dall'oscurità in cui affonda il muro del giardino, un gatto venuto dalla notte a offrire la sua calda presenza di animale in un'esistenza fredda anche d'estate, quella di un uomo tramortito e, verrebbe da dire, evacuato, reso inabitabile dal dolore.

la Repubblica

Il mio mondo visto dal gatto

Il gatto di Schrödinger è un esperimento letterario cosi come l'originale è un esperimento concettuale. È un racconto filosofico, quasi di stampo voltairiano, che parte da una cos apiccola per tentare di arrivare al tutto. E il tutto sì rovescia nel vuoto, nell' incomprensibilità.

Nazione Indiana

Se sono stato chiaro, vuol dire che mi sono spiegato male

Mi sono messo a guardare tutto con altri occhi. La cosa durava da anni. Tutte le figure fantastiche che un simile teatro può generare mi erano diventate familiari. Raccontavo a me stesso le loro storie nel buio. Come quel bambino di cui parlavo e che, mi rendevo conto, non avevo smesso di essere.
Prima o poi, arriva nella vita di tutti il momento in cui si aprono gli occhi nel buio e s’inizia a provare inquietudine per ciò che si vede davanti a sé, perché di colpo ci si accorge che tutto quello che si pensava di sapere deve essere riformulato a partire da nulla. Una visione improvvisa viene a farci visita. Il più delle volte straordinariamente fugace. Il tempo di un batter d’occhi. Quando le palpebre si abbassano e di colpo il pesante sipario di niente che sta dietro al mondo sembra venire in primo piano e coprire tutto il resto.
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Il Centro

I libri nella calza della Befana

L'ultimo consiglio di lettura riguarda l'opera di uno dei più importanti pensatori contemporanei, il parigino Philippe Forest che con Il gatto di Schrödinger (Del Vecchio Editore, €15,50) raggiunge i vertici del suo stile narrativo e della sua recherche. ll ragionamento parte proprio dal paradosso del gatto di Schrödinger, secondo cui in un dato esperimento di meccanica quantistica verrebbe a crearsi la contraddizione di avere allo stesso tempo un gatto vivo e morto, così come accade all'essere umano quando vive la perdita di una persona amata; è in tale lacerazione che Forest innesta le sue delicate eppure lucidissime meditazioni sul quotidiano, sulla fatica del lasciare alla morte la morte, e donare vita alla vita, sempre su di un piano linguistico che sa mescolare ad arte scienze esatte e scienze umane, al di là delle rigidità imposte dalla secolarizzazione del sapere. Un romanzo da regalare solo a coloro che amate.

Piego di libri

Il gatto di Schrödinger

Ci risiamo. È un’attrazione fisica. Irresistibile. Dopo aver scoperto Roberto Arlt, scopriamo Philippe Forest romanziere. Saggista lo conoscevamo già per i suoi saggi sul romanzo, indagato nel suo rapporto con il reale e con l’io. Saggi tra l’altro ormai introvabili, editi dieci anni or sono da Rizzoli, nella collana Scuola Holden.
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Fahrenheit Radio3

Il gatto di Schrödinger

Fahrenheit incontra Philippe Forest per parlare di romanzo, autobiografia, realismo e iperrealismo sentimentale, e del suo ultimo libro pubblicato in Italia da Del Vecchio: Il gatto di Schrödinger.
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Gazzetta di Mantova

IL MICIO ACQUISTA VALORE UMANO

Si parte da Erwin Schroedinger (Vienna, 1887-1961), Nobel per la Fisica 1933, importante per i contributi alla meccanica quantistica, che nel 1935 formulò l'esperimento mentale chiamato "Paradosso del gatto di Schroedinger". Che diventa per Forest metafora della perdita di una persona amata. Il micio perde identità quantistica e - vero felino in carne e ossa che si insinua nella vita dell'autore - acquista valore umano: così Forest può svolgere il suo racconto filosofico.

Squadernauti

Il gatto di Schrödinger

La scrittura allora è il luogo in cui i possibili, e i contrari, convivono, in cui la verità si mostra senza resistenze. La scrittura è amorale, è al di là dei costumi, delle leggi, delle misure, cioè del tempo, guarda con dolcezza e dolore a ciò che è indicibile, inaccettabile.
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Il Messaggero

La scienza del best seller

Se di recente qualcuno ha visto in Proust un neuroscienziato ante-litteram. è vero che molti scrittori di oggi cercano nelle conoscenze scientifiche un nuovo motore romanzesco. È il caso recente del francese Philippe Forest con Il gatto di Schroedinger (Del Vecchio).

Satisfiction

Il gatto di Schrödinger

La letteratura – lo mostra lo sviluppo del libro – può utilizzare la scienza per aprire a problemi e interrogazioni sulle cose prime – più che l’inutile fissazione sulle ultime destinate a finire sempre nel cul de sac di vane escatologie. Quesiti e paradossi scientifici dovremmo piuttosto utilizzarli come indiziari di cose di questo mondo. Forse non è sano per la vita di ognuno lasciare in sospeso (fra parentesi) domande come queste (che le cose siano e non siano simultaneamente). Se tutto ciò ha da fare con “la realtà del reale”, come la mettiamo con la grammatica della fisica classica su cui crediamo di basare la nostra vita?
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Avvenire

Scrivere è testimoniare

Lo scrittore è anzitutto un testimone?
Per me sì. Ma quale sia l'oggetto della testimonianza, l'ho capito meglio grazie a I sommersi e i salvati di Primo tevi. Partendo dall'esempio gigantesco e assoluto della Shoah, Levi cì spiega come la testimonianza dei sopravvissuti sia impossibile e insieme indispensabile. Sono convinto che questa verità abbia un valore universale, che trova particolare applicazione nella testimonianza letteraria.

Il Messaggero

Se un romanzo diventa filosofia

Alcuni dicono: è il primo romanzo quantico. Lei lo dedica "agli
scienziati"' ma "con tutte le mie scuse". Perché?
«Mi sono servito di questa favola di Schroedinger per farne un uso non scientifico. ma letterario, narrativo, romanzesco. È come una favola dei fratelli Grimm. Il libro è stato letto da alcuni scienziati in Francia, anche dei grandi nomi in particolare nel campo della fisica quantistica, e mi hanno detto che, a mio modo, sono riuscito a spiegare qualcosa».

il manifesto

I paradossi felini che svelano il reale

«Come se» è la for­mula magica. Apre delle ipo­tesi per capire meglio il mondo ed esplora le con­se­guenze che pos­sono essere in grado di agire su di esso, quindi pre­ve­dere i feno­meni e ciò da cui sono pro­vo­cati. Que­sto è esat­ta­mente ciò che fanno gli scien­ziati. Ma c’è anche un altro modo, cioè quello della fin­zione scelto da chi scrive romanzi. Inven­tiamo un’altra realtà che, come sap­piamo, non esi­ste, e nella quale agiamo come se noi la cre­des­simo esistente. Que­sta è la famosa «sospen­sione volon­ta­ria dell’incredulità». Si pos­sono dire molte cose filo­so­fi­che a riguardo. Ma i bam­bini che gio­cano non hanno biso­gno della filo­so­fia per sapere quello che fanno. «Come se» è simile al «Fac­ciamo finta!» dell’Alice di Lewis Carroll.

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