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Çiler Ilhan

Esilio

Romanzo vincitore del Premio Letterario dell'Unione Europea 2011.

Zobar e Basa sono costretti a lasciare la propria casa, il luogo dove sono cresciuti. Il lettore avverte il dolore di questa scelta obbligata, ma in men che non si dica si trova catapultato in un universo del tutto differente. Un romanzo fatto di brevi narrazioni apparentemente slegate che si susseguono velocissime una dopo l’altra, come fotogrammi su una pellicola. Folgoranti flash di vita quotidiana, violenze, storie strane e inquietanti, storie fantastiche. Ilhan entra nella mente di chiunque, bambini, embrioni, cani, cigni, fantasmi, Pippa Bacca, una ragazza uccisa dai fratelli e poi il fratello che l’ha uccisa, vittime e carnefici. La storia sociale degli anni più recenti e di anni più lontani fa da sfondo o si fa protagonista nelle narrazioni, e a ogni racconto si delinea l’immagine complessiva di un universo fatto di potere e sopraffazione, ma anche di amore e dedizione. Un mondo che ci appare inizialmente lontano e poi a ogni storia più vicino. I personaggi, che inizialmente sembrano lontani, somigliano pagina dopo pagina a quelle persone incontrate per caso, di sfuggita, per strada o sui luoghi di lavoro. La condizione di donne e bambini, la violenza, l’ipocrisia, si rivelano gradualmente parte del tessuto sociale e non eventi eccezionali. In questo testo magnificamente perturbante, la narrazione, che unisce singolarmente monologo interiore e cronaca
giornalistica, lascia senza fiato. Uno stile ibrido che evidenzia e declina la situazione di deterritorializzazione di Zobar e Basa – con la loro partenza danno al lettore lo slancio per la lettura – e che intreccia tutte le storie in un finale saggio e misurato che riconcilia il lettore con la speranza della bellezza.


The stories in Exile are monologues by a variety of real-life and fictional characters. Ilhan has a wide-ranging and deep understanding of human experience and suffering, and she is capable of expressing the multi-faceted realities of life strikingly and plainly, sensitive to its pains and injustices. Her literary approach is in harmony with Einstein’s aphorism: "A formula should be as simple as possible, but not simpler".
The fact that the monologues constitute a relatively connected whole is another positive aspect of Exile. The succinct monologues form a polylogue. This is a short story collection that has the taste of a novel.

ISBN: 9788861101012 | Pagine: 168
Traduzione: Eda Özbakay
Frase Lancio
Preparatevi: un libro necessario che arriva dritto come un pugno alla bocca dello stomaco e spazza via molte delle nostre false certezze
Frase Lancio
Çiler Ilhan

NATA NEL 1972, ÇILER ILHAN HA studiato Relazioni Internazionali
e Scienze Politiche all’Università del Bosforo, svolto un tirocinio alla Glion Hotel School in Svizzera, e p...

Versione Ebook
Recensioni

Senzaudio

Esilio

Fatevi ingannare da questo esile libro. Fate che vi attiri a sé per la copertina luminosa, l’aria raggiante e fate che il titolo che sembra tanto impegnativo non vi spaventi. Lasciativi rinchiudere tra le sue pagine. Ne uscirete, se ne uscirete, cambiati. E l’unico esilio è quello dei personaggi raccontati dalla razza umana. Se cercate umanità, cercate altrove.
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pagina99

In "Esilio" in una Turchia ai margini

«Conflitti, invasioni, stupri, amore; quartieri raffinati, politica, istinti umani, amore; disperazione, delitti d'onore, frivolezze, grandi romanzi, amore; destino, cicli, demoni dentro e intorno a noi, i miei cani, amore; ignoranza selvaggia, scienza senza scrupoli, orrori familiari, amore; la misteriosa danza dell'oltraggio, l'innocenza e la lotta per l'esistenza, e amore».
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Artzine

Esilio

Sensi di colpa, voci subconscie, fantasmi del passato, sogni tormentati, figure al margine, randagi abbandonati alla strada, omicidi, suicidi, tutto ciò va in esilio, ciò che non vogliamo vedere e sentire perché procura sofferenza. E se tutto ciò tornasse dall’esilio?
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Rsera

Senza più storia né radici. Il romanzo corale degli esiliati.

Le sue storie conducono per mano attraverso fatti reali e recenti, che hanno il pregio di evocare scenari generali che ci coinvolgono tutti regalando emozioni e riflessioni. E il suo modo di raccontare, anche se semplice, presume disponibilità e impegno a scandagliare se stessi.

il Manifesto

Racconti di cronaca nera in cornice rom

Apprendere dal risvolto di copertina che un libro di racconti di un'autrice turca ha vinto nel 2011 il Premio letterario dell'Unione europea può essere uno spunto di riflessione su quali siano i confini culturali dell'Europa. Constatare che il primo e l'ultimo racconto della raccolta hanno come protagonisti due rom fuggiti dalla Romania che si sono stabiliti a Istanbul in un quartiere popolare, ma ne vengono poi scacciati per lasciare spazio alla ristrutturazione edilizia di chi ha le mani sulla città, insinua l'idea che le vicende europee si vedono con maggiore chiarezza dai confini piuttosto che dal centro.

Corriere del Mezzogiorno

A Lucera le culture e le visionidel Mediterraneo

Per diventare intemazionali. dobbiamo appartenere a un Paese. Quel Paese, per me, è il Mediterraneo, che è stemlinato patrimonio di culture e di visioni.

Osservatorio Balcani e Caucaso

Il terribile esilio

"Esilio", il libro della scrittrice turca Çiler Ilhan, è fatto di "racconti tutti brevi e molto belli. Forti, nel senso che rivelano una tempra di scrittrice che la scrittura bene esprime. E qui va naturalmente ribadito il grande merito della traduttrice.
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La gazzetta del mezzogiorno

Un libro che sta con la sposa

Sapete chi è la sposa del titolo dell'ultimo libro di Mauro Covacich? Pippa Bacca. Ve la ricordate la ragazza che girava il mondo facendo l'autostop in abito da sposa e, presa su da un camionista turco, in Turchia, venne violentata e uccisa? (Straordinariamente, il personaggio compare anche in alcuni racconti della scrittrice turca Ciler Jlhan, Esilio, edito da Del Vecchio, appena uscito).

Senzaudio

Intervista a Çiler Ilhan

Pensi che la letteratura debba avere uno scopo? Se sì, quale?
I politici hanno degli obbiettivi, I diplomatici hanno un’agenda, le ONG hanno degli scopi. La letteratura è scritta per la bellezza delle parole. Essa riflette quanto possono essere belle e allo stesso tempo crudeli le cose che ci circondano. Come le cose possano essere immortali mentre viviamo le nostre vite come se non ci fosse un domani. Ma, la buona letteratura tocca la tua mente, il tuo cuore e naturalmente la tua anima, affrontanto tutti questi argomenti umani e universali in modo che tu possa almeno aprire i tuoi orizzonti o provare a guardare alle cose in modo differente dopo aver voltato l’ultima pagina. Forse più obiettivi e integrati, forse più comprensivi.
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Reset

L’esilio ‘interiore’ raccontato da Ciler Ilhan

Il 65% delle cose che racconto è ispirato a eventi reali, ma ho giocato così tanto con fatti e personaggi fatti da aver dimenticato cosa sia realmente accaduto – spiega Ciler Ilhan -. Ho scritto il libro mentre attraversavo un periodo personale molto duro, ma non mi sono resa conto di avergli trasferito tanta durezza se non quando ho riletto la traduzione in inglese. A quel punto ho cominciato a consigliare agli amici: “Non leggetelo in spiaggia o prima di andare a dormire”. Però non credo di disturbare i lettori. Ci sono tanti libri “rosa” in giro, quindi è possibile aver voglia di sceglierne uno più “scuro”.
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Vita da editor

Esilio

Merito dell’autrice è anche quello di aver utilizzato per quasi tutti i testi un narratore interno; si alternano così le voci delle vittime con quelle dei carnefici, i pensieri degli uomini con quelli degli spiriti e degli animali, e tutti dialogano direttamente con il lettore, lo trascinano lì dove mai avrebbe voluto essere: «Se poi Dio lassù c’è, se c’è, allora c’è anche la speranza. Almeno per tua moglie. Mentre ti scaricano l’elettricità sui testicoli, Dio non c’è. Quando ti fanno tutto quello che si può fare con un manganello, Dio non c’è» (da Aprite, polizia!).
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il Cittadino

La redenzione dall' "Esilio" dagli abissi dell'umanità

La giovane promessa Ciler llhan, che con questo libro ha vinto il premio letterario dell'Unione europea nel 2011, affronta una serie di temi assai delicati e controversi, dalla guerra all'esilio, passando attraverso la violenza di massa praticata sui minori e sulle donne, il mondo delle dittature militari senza controllo e i soprusi nelle carceri.

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17
settembre -
ore 16:00
Babel / Teatro Sociale / Bellinzona
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